Resta dentro che qua fuori è un brutto mondo! SCHIZOID MAN


SCHIZOID MAN

giovedì, 25 giugno 2009

In momenti come questi non so proprio quale sia il senso. vorrei morire. vorrei non dover sopportare il dolore che sento ora. perchè io non voglio aver più nessuno tra i piedi. non sopporto più nessuno

martedì, 09 giugno 2009

ma come si fa

martedì, 09 giugno 2009

La verità è che sono profondamente infelice. mi annoia ritrovarmi sempre su questa pagine a scrivere della mia tristezza, dei miei turbamenti, ma è così, non posso farci nulla. sono infelice e non riesco ad essere in pace con me e con quello che mi circonda

lunedì, 22 dicembre 2008

Ansiosa e pensierosa. è così che mi sento oggi. e spero che vada tutto bene. e spero di volerti ancora tanto bene sempre.

lunedì, 22 dicembre 2008

Io tiro troppo la corda..

lunedì, 22 dicembre 2008

lunedì, 22 dicembre 2008

Acqua E Sale
Semplici e un pò banali
io direi quasi prevedibili e sempre uguali
son fatti tutti così gli uomini e l'amore
come vedi tanti aggettivi che si incollano su noi
dai che non siamo poi cattivi.
Tu non sei niente male
parli bene e mi sorprendi quando tiri forte
la tua moto dal motore che sento truccato
e va bene guida tu che sei più brava di me
e io attendo che sia amore.
Ma io sono con te ogni giorno
perché di te ho bisogno
non voglio di più.
Acqua e sale mi fai bere
con un colpo mi trattieni il bicchiere
mi fai male poi godere
se mi vedi in un angolo ore ed ore
ore piene come un lago
che se piove un pò di meno è uno stagno
vorrei dire non conviene
sono io a pagare, amore, tutte le pene.
Vedi, divertirsi fa bene
sento che mi rido dentro
e questo non mi conviene
c'è qualcosa che non va
e non so dirti cosa
è la tua moto che sta giù
che vorrei guidare io
o meglio averti qui vicino a me.
Ma io sono con te ogni giorni
perché di te ho bisogno
non voglio di più.
Acqua e sale mi fai bere
con un colpo mi trattieni il bicchiere
mi fai male, poi godere
se mi vedi in un angolo ore e ore
ore piene come un lago
che se piove un pò di meno è uno stagno
vorrei dire...non conviene
sono io a pagare, amore, tutte le pene

domenica, 14 dicembre 2008

Sabato sera. Ci sarebbe da divertirsi, da fare le ore piccole con gli amici. E io invece penso. Penso che non mi sta prorpio bene la mia vita, che non mi sta proprio bene tutto quell oche accade, ma lascio che tutto vada così senza muovere un dito. Perchè non saprei cosa fare per migliorare il tutto. Perchè sono troppo spaventata dalle mie continue scelte sbagliate che non fanno altro che darmi un effimero contetnino. Mi son scocciata dei contentini. Voglio i fatti. oglio sentire la vita scorrermi nelle vene. Ma forse è troppo tardi.

sabato, 06 dicembre 2008

E ora non capisco. AVrei bisogno di qualcuno che mi aiutasse a capire ma non riesco a trovare questo qualcuno. forse non esiste. è assurda la vita

sabato, 06 dicembre 2008

La differenza tra me e te è che io non mi dimentico mai di te, tu invece ti dimentichi di me ogni volta che ne hai l'occasione...

sabato, 22 novembre 2008

Ti sto lasciando. Al di là di tutto ti sto lasciando. Perchè per quanto tu possa essere sempre presente nelle mie giornate io mi sento sola. Mi sento solo una marginale parte della tua vita che non è quella che io conosco. Io non ti conosco. Vorrei farlo ma non mi dai alcuna possibilità.

giovedì, 20 novembre 2008

Perchè mi sento sempre così fuori dal mondo?

mercoledì, 19 novembre 2008

sono l'ultimo degli stracci. grazie di tutto

domenica, 16 novembre 2008

Aspetto il giorno della tua morte per essere finalmente felice. ti odio dal profondo

giovedì, 06 novembre 2008

Penso che questo blog possa chiudere. non ho più voglia di vomitare qui le mie stupide angosce e la mia cronica tristezza. terrò tutto per me. tanto è tutto così stupido e a me fa male la testa.

addio

giovedì, 06 novembre 2008

Discorso di Obama a Chicago, 4 novembre 2008

Ciao Chicago!(APPLAUSO)
Se ancora c’è qualcuno che dubita che l’America non sia un luogo nel quale nulla è impossibile, che ancora si chiede se il sogno dei nostri padri fondatori è tuttora vivo in questa nostra epoca, che ancora mette in dubbio il potere della nostra democrazia, questa notte ha avuto le risposte che cercava.
(APPLAUSO)
La risposta sono le code che si sono allungate fuori dalle scuole e dalle chiese con un afflusso che la nazione non aveva mai visto finora. La risposta sono le persone, molte delle quali votavano per la prima volta, che hanno atteso anche tre o quattro ore in fila perché credevano che questa volta le cose dovessero andare diversamente, e che la loro voce potesse fare la differenza.
La risposta è la voce di giovani e vecchi, ricchi e poveri, Democratici e Repubblicani, neri, bianchi, ispanici, asiatici, nativi d’America, gay, eterosessuali, disabili e non disabili: tutti americani che hanno inviato al mondo il messaggio che noi non siamo mai stati un insieme di Stati Rossi e Stati Blu. Noi siamo e sempre saremo gli Stati Uniti d’America.
(APPLAUSO)
La risposta è ciò che ha spinto a farsi avanti coloro ai quali per così tanto tempo è stato detto da così tante persone di essere cinici, impauriti, dubbiosi di quello che potevano ottenere mettendo di persona mano alla Storia, per piegarla verso la speranza di un giorno migliore.
È occorso molto tempo, ma stanotte, finalmente, in seguito a ciò che abbiamo fatto oggi, con questa elezione, in questo momento preciso e risolutivo, il cambiamento è arrivato in America.
(APPLAUSO)
Poco fa, questa sera ho ricevuto una telefonata estremamente cortese dal Senatore McCain.
(APPLAUSO)
Il Senatore McCain ha combattuto a lungo e con forza in questa campagna, e ha combattuto ancora più a lungo e con maggiore forza per il Paese che ama. Ha
affrontato sacrifici per l’America che la maggior parte di noi nemmeno immagina e noi oggi stiamo molto meglio anche grazie al servizio reso da questo leader coraggioso e altruista. Mi congratulo con lui e con la governatrice Palin per tutto quello che hanno ottenuto, e non vedo l’ora di lavorare con loro per rinnovare nei prossimi mesi la promessa di questa nazione.
(APPLAUSO)
Voglio qui ringraziare il mio partner in questa avventura, un uomo che ha fatto campagna elettorale col cuore, parlando per le donne e gli uomini con i quali è cresciuto nelle strade di Scranton …
(APPLAUSO) ... con i quali ha viaggiato da pendolare ogni giorno per tornare a casa propria nel Delaware, il vice-presidente eletto degli Stati Uniti Joe Biden.
(APPLAUSO)
Io non sarei qui questa sera senza il sostegno continuo della mia migliore amica degli ultimi sedici anni...
(APPLAUSO) ... la roccia della mia famiglia, l’amore della mia vita, la prossima first lady della nazione... (APPLAUSO) ... Michelle Obama.
(APPLAUSO) Sasha and Malia...
(APPLAUSO) ... vi amo entrambe moltissimo e … vi siete guadagnate il cucciolo
(RISATE) ...che verrà con noi alla Casa Bianca...
(APPLAUSO)
E mentre siamo qui e lei non è più con noi, so che mia nonna ci sta guardando, insieme a tutta la famiglia che ha fatto di me ciò che io sono. In questa sera così unica mi mancano tutti, e so che il mio debito verso di loro non è neppure quantificabile. A mia sorella Maya, mia sorella Alma, tutti i miei fratelli e le mie sorelle, voglio dire grazie per il sostegno che mi avete dato. Vi sono veramente molto grato.
(APPLAUSO) Al manager della mia campagna David Plouffe...
(APPLAUSO) ... il protagonista senza volto di questa campagna che ha messo insieme la migliore campagna elettorale - credo - nella Storia degli Stati Uniti d’America.
(APPLAUSO) al mio capo stratega David Axelrod...
(APPLAUSO) ... che è stato mio partner in ogni fase di questo lungo cammino…proprio il miglior team di una campagna elettorale mai messo insieme nella storia della politica…
(APPLAUSO) ... voi avete reso possibile tutto ciò, e io vi sarò eternamente grato per i sacrifici che avete affrontato per riuscirci.
Ma più di ogni altra cosa, non dimenticherò mai a chi appartiene veramente questa vittoria: appartiene a voi. Io non sono mai stato il candidato più ideale per questa carica. Non abbiamo mosso i primi passi nella campagna elettorale con finanziamenti o appoggi ufficiali. La nostra campagna non è stata pianificata nelle grandi sale di Washington, ma nei cortili di Des Moines, nei tinelli di Concord, sotto i portici di Charleston. È stata realizzata da uomini e donne che lavorano, che hanno attinto ai loro scarsi risparmi messi da parte per offrire cinque dollari, dieci dollari, venti dollari alla causa. Il movimento ha preso piede e si è rafforzato grazie ai giovani, che hanno rigettato il mito dell’apatia della loro generazione...
(APPLAUSO) …che hanno lasciato le loro case e le loro famiglie per un’occupazione che offriva uno stipendio modesto e sicuramente poche ore di sonno; ai non più tanto giovani che hanno sfidato il freddo pungente e il caldo più soffocante per bussare alle porte di perfetti sconosciuti; ai milioni di americani che si sono adoperati come volontari, si
sono organizzati, e hanno dimostrato che a distanza di oltre due secoli, un governo del popolo, fatto dal popolo e per il popolo non è sparito dalla faccia di questa Terra. Questa è la vostra vittoria…
(APPLAUSO)
So che quello che avete fatto non è soltanto vincere un’elezione e so che non l’avete fatto per me. Lo avete fatto perché avete compreso l’enormità del compito che ci sta di fronte. Perché anche se questa sera festeggiamo, sappiamo che le sfide che il futuro ci presenterà sono le più ardue della nostra vita: due guerre, un pianeta in pericolo, la peggiore crisi finanziaria da un secolo a questa parte. Anche se questa sera siamo qui a festeggiare, sappiamo che ci sono in questo stesso momento degli americani coraggiosi che si stanno svegliando nei deserti iracheni, nelle montagne dell’Afghanistan dove rischiano la loro vita per noi.
Ci sono madri e padri che resteranno svegli dopo che i loro figli si saranno addormentati e si arrovelleranno chiedendosi se ce la faranno a pagare il mutuo o il conto del medico o a mettere da parte abbastanza soldi per pagare il college. Occorre trovare nuova energia, creare nuovi posti di lavoro, costruire nuove scuole. Occorre far fronte a nuove sfide e rimettere insieme le alleanze.
La strada che ci si apre di fronte sarà lunga. La salita sarà erta. Forse non ci riusciremo in un anno e nemmeno in un solo mandato, ma America! Io non ho mai nutrito maggiore speranza di quanta ne nutro questa notte qui insieme a voi. Io vi prometto che noi come popolo ci riusciremo!
(APPLAUSO)
PUBBLICO: Yes we can! Yes we can! Yes we can!
OBAMA: Ci saranno battute d’arresto e false partenze. Ci saranno molti che non saranno d’accordo con ogni decisione o ogni politica che varerò da Presidente e già sappiamo che il governo non può risolvere ogni problema. Ma io sarò sempre onesto con voi in relazione alle sfide che dovremo affrontare. Vi darò ascolto, specialmente quando saremo in disaccordo. E soprattutto, vi chiedo di unirvi nell’opera di ricostruzione della nazione nell’unico modo con il quale lo si è fatto in America per duecentoventi anni, ovvero mattone dopo mattone, un pezzo alla volta, una mano callosa nella mano callosa altrui.
Ciò che ha avuto inizio ventuno mesi fa, nei rigori del pieno inverno, non deve finire in questa notte autunnale. La vittoria in sé non è il cambiamento che volevamo, ma è soltanto l’opportunità per noi di procedere al cambiamento. E questo non potrà
accadere se faremo ritorno allo stesso modus operandi. Il cambiamento non può aver luogo senza di voi.
Troviamo e mettiamo insieme dunque un nuovo spirito di patriottismo, di servizio e di responsabilità, nel quale ciascuno di noi decida di darci dentro, di lavorare sodo e di badare non soltanto al benessere individuale, ma a quello altrui. Ricordiamoci che se mai questa crisi finanziaria ci insegna qualcosa, è che non possiamo avere una Wall Street prospera mentre Main Street soffre: in questo Paese noi ci eleveremo o precipiteremo come un’unica nazione, come un unico popolo.
Resistiamo dunque alla tentazione di ricadere nelle stesse posizioni di parte, nella stessa meschineria, nella stessa immaturità che per così tanto tempo hanno avvelenato la nostra politica. Ricordiamoci che c’è stato un uomo proveniente da questo Stato che ha portato per la prima volta lo striscione del partito Repubblicano alla Casa Bianca, un partito fondato sui valori della fiducia in sé, della libertà individuale, dell’unità nazionale. Sono questi i valori che abbiamo in comune e mentre il partito Democratico si è aggiudicato una grande vittoria questa notte, noi dobbiamo essere umili e determinati per far cicatrizzare le ferite che hanno finora impedito alla nostra nazione di fare passi avanti.
(APPLAUSO)
Come Lincoln disse a una nazione ancora più divisa della nostra, “Noi non siamo nemici, ma amici, e anche se le passioni possono averlo allentato non dobbiamo permettere che il nostro legame affettivo si spezzi”. E a quegli americani il cui supporto devo ancora conquistarmi, dico: forse non ho ottenuto il vostro voto, ma sento le vostri voci, ho bisogno del vostro aiuto e sarò anche il vostro presidente.
(APPLAUSO)
A coloro che ci guardano questa sera da lontano, da oltre i nostri litorali, dai parlamenti e dai palazzi, a coloro che in vari angoli dimenticati della Terra si sono ritrovati in ascolto accanto alle radio, dico: le nostre storie sono diverse, ma il nostro destino è comune e una nuova alba per la leadership americana è ormai a portata di mano.
(APPLAUSO)
A coloro che invece vorrebbero distruggere questo mondo dico: vi sconfiggeremo. A coloro che cercano pace e tranquillità dico: vi aiuteremo. E a coloro che si chiedono se la lanterna americana è ancora accesa dico: questa sera noi abbiamo dimostrato ancora una volta che la vera forza della nostra nazione non nasce dalla potenza delle nostre armi o dal cumulo delle nostre ricchezze, bensì dalla vitalità duratura dei nostri ideali: democrazia, libertà, opportunità e tenace speranza.
(APPLAUSO)
Perché questo è il vero spirito dell’America: l’America può cambiare. La nostra unione può essere realizzata. E quello che abbiamo già conseguito deve darci la speranza di ciò che possiamo e dobbiamo conseguire in futuro.
In queste elezioni si sono viste molte novità e molte storie che saranno raccontate per le generazioni a venire. Ma una è nella mia mente più presente di altre, quella di una signora che ha votato ad Atlanta. Al pari di molti altri milioni di elettori anche lei è stata in fila per far sì che la sua voce fosse ascoltata in questa elezione, ma c’è qualcosa che la contraddistingue dagli altri: Ann Nixon Cooper ha 106 anni. (APPLAUSO)
È nata a una sola generazione di distanza dalla fine della schiavitù, in un’epoca in cui non c’erano automobili per le strade, né aerei nei cieli. A quei tempi le persone come lei non potevano votare per due ragioni fondamentali, perché è una donna e per il colore della sua pelle.
Questa sera io ripenso a tutto quello che lei deve aver visto nel corso della sua vita in questo secolo in America, alle sofferenze e alla speranza, alle battaglie e al progresso, a quando ci è stato detto che non potevamo votare e alle persone che invece ribadivano questo credo americano: Yes, we can.
Nell’epoca in cui le voci delle donne erano messe a tacere e le loro speranze soffocate, questa donna le ha viste alzarsi in piedi, alzare la voce e dirigersi verso le urne. Yes, we can.
Quando c’era disperazione nel Dust Bowl (la zona centro meridionale degli Stati Uniti divenuta desertica a causa delle frequenti tempeste di vento degli anni Trenta, NdT) e depressione nei campi, lei ha visto una nazione superare le proprie paure con un New Deal, nuovi posti di lavoro, un nuovo senso di ideali condivisi. Yes, we can.
PUBBLICO: Yes we can.
OBAMA: Quando le bombe sono cadute a Pearl Harbor, e la tirannia ha minacciato il mondo, lei era lì a testimoniare in che modo una generazione seppe elevarsi e salvare la democrazia. Yes, we can.
PUBBLICO: Yes we can.
OBAMA: Era lì quando c’erano gli autobus di Montgomery, gli idranti a Birmingham, un ponte a Selma e un predicatore di Atlanta che diceva alla popolazione : “Noi supereremo tutto ciò”. Yes, we can.
PUBBLICO: Yes we can.
OBAMA: Un uomo ha messo piede sulla Luna, un muro è caduto a Berlino, il mondo intero si è collegato grazie alla scienza e alla nostra inventiva. E quest’anno, per queste elezioni, lei ha puntato il dito contro uno schermo e ha votato, perché dopo 106 anni in America, passati in tempi migliori e in ore più cupe, lei sa che l’America può cambiare. Yes, we can.
PUBBLICO: Yes we can.
OBAMA: America, America: siamo arrivati così lontano. Abbiamo visto così tante cose. Ma c’è molto ancora da fare. Quindi questa sera chiediamoci: se i miei figli avranno la fortuna di vivere fino al prossimo secolo, se le mie figlie dovessero vivere tanto a lungo quanto Ann Nixon Cooper, a quali cambiamenti assisteranno? Quali progressi avremo fatto per allora?
Oggi abbiamo l’opportunità di rispondere a queste domande. Questa è la nostra ora. Questa è la nostra epoca: dobbiamo rimettere tutti al lavoro, spalancare le porte delle opportunità per i nostri figli, ridare benessere e promuovere la causa della pace, reclamare il Sogno Americano e riaffermare quella verità fondamentale: siamo molti ma siamo un solo popolo. Viviamo, speriamo, e quando siamo assaliti dal cinismo, dal dubbio e da chi ci dice che non potremo riuscirci, noi risponderemo con quella convinzioni senza tempo e immutabile che riassume lo spirito del nostro popolo: Yes, We Can.
(APPLAUSO)
Grazie. Dio vi benedica e possa benedire gli Stati Uniti d’America.

sabato, 01 novembre 2008

domenica, 26 ottobre 2008

E oggi sono a testa in giù. Non so cosa pensare non so ocme interpretare la luce dei fatti. non vedo l'ora di uscire stasera perchè mi senti in gabbia in questa stanza..

mercoledì, 22 ottobre 2008

Stasera posso solo restare sola in camera mia ad ascoltare il mio respiro. è l'unico modo che conosco per calmarmi, per far sbollire la rabbia, per impedirmi di agire di istinto. quell'istinto che mi farebbe urlare, che mi farebbe chiedere tante cose, chiederti perchè. ma non lo faccio. e ascolto il mio respiro e chiudo gli occhi e vorrei vomitare tutta la mia anima e poi morire.

martedì, 21 ottobre 2008

Non mi piace. non mi paici. non ti sopporto più

lunedì, 13 ottobre 2008

Non ce la faccio più

sabato, 11 ottobre 2008

Questo è un sabato che non mi sembra un vero sabato.. sembra quasi una vigilia o una domenica e cmq sembra qualcosa di diverso da quello che è. oggi son stata bene e ho pensato qnche che non avevo bisogno di te. ma il problema è qui: ho pensato a te. tutto il viaggio in macchina pensavo che sare stata bene senza di te. e cmq è una grande stronzata. io starei bene con te per sempre per tutta la vita.

sabato, 11 ottobre 2008

Non Ti Scordar Mai Di Me
Se fossi qui con me questa sera
Sarei felice e tu lo sai.
Starebbe meglio anche la luna,
ora piu' piccola che mai.
Farei anche a meno della nostalgia
Che da lontano
Torna per portarmi via
Del nostro amore solo una scia
Che il tempo poi cancellerà
E nulla sopravviverà.

Non ti scordar mai di me,
di ogni mia abitudine,
in fondo siamo stati insieme
e non è un piccolo particolare.
Non ti scordar mai di me,
della più incantevole fiaba
che abbia mai scritto,
un lieto fine era previsto e assai gradito.

Forse è anche stata un pò colpa mia
Credere fosse per l'eternità.
A volte tutto un pò si consuma,
senza preavviso, se ne va.

Non ti scordar mai di me,
di ogni mia abitudine,
in fondo siamo stati insieme
e non è un piccolo particolare.
Non ti scordar mai di me,
della più incantevole fiaba
che abbia mai scritto,
un lieto fine era previsto e assai gradito.

uhuh Non ti scordar…
uhuh Non ti scordar…

Non ti scordar mai di me,
di ogni mia abitudine,
in fondo siamo stati insieme
e non è un piccolo particolare.
Non ti scordar mai di me,
della più incantevole fiaba
che abbia mai scritto,
un lieto fine era previsto e assai gradito.

sabato, 11 ottobre 2008

sabato, 11 ottobre 2008

Come dice una canzone non ti scordar mai di me.. ed è la stessa cosa che vorrei dire anche a te. malgrado tutto quello che mi dici io sento sempre la precarietà di tutto che mi pesa tra capo e collo. e ho paura

sabato, 11 ottobre 2008

Serata in cui penso alla vita. Alla nostra precarietà. A quanto sia effimero il nostro essere qui. Di passaggio. Nudi e inermi. Soli.
Siamo irrimediabilmente spinti a cercare qualcosa qualcuno. Sempre infuocati dalla nostra rabbia, dal nostro dolore.
Lo stesso dolore, la stessa rabbia che mi tortura. Che mi spinge a urlare, a piangere a prendere a pugni il muro. Mi sarei schiantata volentieri contro un muro stasera. Per non sentire più questo ronzare, per non dover più sopportare di dedicare tutto a te. per non sopportare più quell'odiosa idea. per non sentire il mio cuore che trema ogni giorno e il mio cervello che scoppia...

venerdì, 03 ottobre 2008

Stasera mi sento uno straccio. come fai a dirmi che non devo sentirmi sola quando tu non ci sei?

venerdì, 03 ottobre 2008

Quanto è brutto sto blog..

mercoledì, 01 ottobre 2008

non ce la faccio più

martedì, 30 settembre 2008

Sono stanca.. tanto stanca